Un polmone verde nel cuore di Milano

Naturalità e tutela della biodiversità sono stati iconcetti chiave delle scelte in Oasi Zegna. Oggi diventano elementi per la formazione delle nuove aiuole in piazza Duomo, perché Città e Natura non siano più elementi in contrapposizione.

La visione della Piazza Duomo di Buzzati e il confronto fra città e natura

Nell’immaginare un racconto della piazza del Duomo, legato alla matrice montana del marchio Zegna e dell’Oasi, ci è venuto spontaneo il ricorrere alla celebre opera di Buzzati, del 1957. Molta della sua storia artistica, racconta del legame con la Natura e con le Montagne, in un costante intreccio tra opere pittoriche e letterarie.

Fantasticare sul dipinto ci ha portati ad una reinterpretazione delle aiuole della piazza alla luce delle contemporanee e spontanee istanze di naturalità

Questo acquarello ci somiglia: rappresenta l'attitudine che ci piace portare in ogni nostro progetto

Quest'opera ci ha stimolato a raccontare un sogno nel quale ritroviamo la Natura come parte fondamentale nelle nostre esistenze.

Premessa

Le possibili conseguenze del veloce cambiamento climatico

All’alba del 26 di luglio, dopo un uragano dai caratteri tropicali, il panorama urbano era notevolmente cambiato, con alberi anche secolari caduti a terra.
Tuttavia, nonostante l’accresciuta consapevolezza, sono ancora ampie le fasce di cittadini che appaiono decisamente poco connessi con le dinamiche della Natura.

Un luogo rappresentativo come Piazza del Duomo e la possibilità di riprogettare le sue aiuole, nel cuore della città, offrono l’occasione irripetibile di creare, anzi ricreare un paesaggio evocativo, nato da un senso estetico eco-consapevole e dalla nostra più importante missione.

Riavvicinare le persone alla natura

Un giardino con ambizioni ecologiche in Piazza Duomo

Con il dovuto rispetto nei confronti di un Luogo altamente simbolico e monumentale, ma desiderando portare dello spirito contemporaneo, nasce il concetto di EcoGiardino per piazza del Duomo

Coltivare il nostro giardino terrestre riordinare e regolare gli ambienti... È in questo che consiste il progresso

L’Homme et la Terre, Elisée Reclus - 1908

...Favorire ogni singola vita di pianta, animale o uomo, prendere definitivamente coscienza della nostra umanità solidale, unendoci in un’unica entità con il pianeta

L’Homme et la Terre, Elisée Reclus - 1908

L’area contemplata dal progetto è costituita da tre distinte aiuole, sul lato ovest di Piazza del Duomo in prossimità del monumento a Re Vittorio Emanuele II, disposte tra l’effettiva piazza e le corsie dedicate ai taxi. La superficie totale è pari a 925 mq .

Prefissarsi un proposito ascoltando le piante

Fin dall’inizio della sua genesi, è stato la diminuzione dell’effetto di separazione in due parti che l’assetto attuale produce. Anche nelle precedenti sistemazioni della medesima area, abbiamo notato una maggiore osmosi tra i diversi ambiti.

Così la scelta è ricaduta sulla creazione di 4 boschetti di Canfore a cespuglio (Cinnamomum camphora) disetanee (per migliore naturalità), sempreverdi, frondose e in grado di essere gli elementi più maturi che un ecosistema gradisce per ottimizzare le sue prestazioni.

Tra di essi trova spazio una dimensione vegetale mediana, soggetta a rotazione: nel periodo dall’autunno alla fioritura di tarda primavera, avremo dei Rhododendron cawtabiense ‘Roseum Elegans’, con il ruolo di stabilire un efficace, seppur temporaneo, collegamento con l’Oasi Zegna che, a Trivero (BI) ha fatto della fioritura dei rododendri una vera icona di stile e attenzione.

Dalla fine della fioritura dei Rododendri all’autunno, avremo, nelle stesse posizioni, delle macchie di Philadelphus virginalis, caratterizzati da gradevole e profumata fioritura bianca, estiva. Queste posizioni sono di fatto le uniche soggette a rotazione.

Lungo i perimetri delle aiuole, caratterizzati da una decorativa e bassa balaustra metallica, abbiamo creato un segno botanico che ha la funzione di mediazione tra il circostante contesto altamente monumentale e l’assetto interno che parla di una natura ricca, biodiversa, informale, in grado di attirare ed accogliere impollinatori e farfalle.

Cambiare punto di vista: da antropocentrico a eco-antropocentrico

La cornice profumata data dai fiori che tra primavera ed estate imbiancheranno il fogliame verde scuro è da inquadrare nell'intenzione di riequilibrare il rapporto fra città e la natura, restituendo ai visitatori un rinnovato senso di accoglienza e di attrazione.

Scelte botaniche formulate in ottica
eco-antropocentrica, il pensiero sul suolo visto come uno spessore vivo e non come una superficie, le politiche irrigue e dalla manutenzione consapevole, dichiarano il valore e l’urgenza del rispetto della terra e della Terra e la necessità che anche gli spazi verdi urbani possano avvicinare le persone a quello che è un ecosistema

Scelte eco-consapevoli

Le erbacce non esistono

Per ricreare un’atmosfera di grande naturalità, trova posto una scelta di piante erbacee perenni, differenti per colori, volumi, epoche di fioritura ed attrattività per impollinatori e, specificatamente tra questi, per farfalle. Contemplare la presenza di habitat adatti alle farfalle in una nuova progettazione urbana, ci appare come una precisa e assumibile responsabilità

Piante che aiutano le piante, anche dopo la vita